Le tasse riguardanti la morte

Le tasse riguardanti la morte

Nell’articolo di ieri abbiamo parlato della già ribattezzata tassa sui morti.

Una legge proposta dall’ex senatore del PD, Stefano Vaccari, per rendere omogenea l’attività funebre che è stata poi bloccata, a causa dell’urgenza di provvedimenti più seri, come il caso dei vaccini.

Il decreto di legge vagliato della Commissione Igiene e Sanità del Senato, prendeva di mira gli evasori del settore.

“Si tratta di un insieme di norme con cui si vuole far emergere dal nero tantissime imprese che nel nostro paese operano non in legalità. Questo comporta maggiori oneri per queste imprese, non per i cittadini.” – spiega Vaccari.

Il testo presentato includeva:

  • l’applicazione dell’IVA al 10% alle spese funebri;
  • una quota fissa di 30 euro da pagare per ogni funerale, denaro utile a finanziare la vigilanza e il controllo dei cimiteri;
  • l’aumento del limite di detrazione IRPEF per le spese funebri, che passa da 1.500 a 7.500 euro;
  • nuovi requisiti per le imprese di onoranze funebri;
  • per i Comuni, l’obbligo di versare almeno il 20% della TASI per la manutenzione dei cimiteri monumentali.

Ci sono tasse legate alla morte?

Sì. In Italia, queste sono l’imposta di successione e la detrazione fiscale alle spese funerarie.

Che cosa è l’imposta di successione?

L’imposta di successione è un tributo che colpisce il trasferimento della proprietà e di altri diritti su beni mobili e immobili, a seguito della morte del titolare.

I beni e i diritti appartenuti al defunto che formano l’oggetto della successione sono trasferiti agli eredi, secondo le regole della successione legittima o secondo le disposizioni indicate nel testamento. L’insieme di tutti i beni costituisce l’attivo ereditario cioè il patrimonio che cade in eredità.

Chi deve pagare l’imposta di successione?

L’imposta di successione è pagata da tutti quelli che accettano l’eredità, non da tutti gli eredi ed è liquidata sulla base dell’attivo del patrimonio ereditario, al netto delle passività.

Facciamo un esempio …

Se una persona, morendo, lascia un conto in banca di dieci mila euro e, una casa del valore di duecento mila, ma ha un debito per cartelle esattoriali di venti mila euro, l’attivo sarà pari a centonovanta mila euro: 10mila + 200mila – 20mila.

La detrazione delle spese funebri.

Dal 2018, le spese funebri sono detraibili dalla dichiarazione dei redditi sostenute dai contribuenti. Esse sono inserite direttamente dall’Agenzia delle Entrate, nel modello 730 precompilato insieme alle spese mediche, sanitarie e relative all’istruzione.

Il limite di spesa da rispettare è di 1.550 euro.

Come si calcola la detrazione?

  • La percentuale di detrazione da applicare alle spese è del 19%;
  • il limite di spesa massima su cui calcolare il 19% è pari a 1550 euro;
  • il 19% di 1550 è uguale a 294,5 euro ed è questa la quota massima di spesa che i contribuenti possono a detrazione nella dichiarazione dei redditi.

In altre parole, le spese funebri sono detraibili al 19% per un massimo di spesa pari a 1.550 euro per cui si possono detrarre fino a 294,5 euro.

 

 

Lascia un commento